Per ascoltare l’audio di oggi, 02 aprile 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/091 (1693)
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A marzo c’è stato un ritorno alla normalità delle donazioni. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 12. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 736 € (+ 181,00 € rispetto al precedente mese di febbraio).
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Le indicazioni per farlo agevolmente sono presenti nel sito e nella newsletter.
Le notizie:
Genocidio a Gaza
È deportazione da Rafah. Gli ordini dell’esercito israeliano e le sue bombe e stragi, anche tra gli operatori umanitari, hanno costretto decine di migliaia di persone di vacuare la città prima dell’invasione di terra prima dell’occupazione della città con le truppe. Gente che scappa a piedi, su carrette tirate da animali o su veicoli, trascinando le poche cose che sono rimaste loro dagli innumerevoli sfollamenti. I racconti sono strazianti. “Ho lasciato tutto, vestiti, coperte, cibo… Non ho come trasportarli e adesso non so cosa dare da mangiare ai figli e neanche dove ripararci”, dice una signora nel suo ennesimo esodo.
Il rapporto sui crimini di Israele ci informa di 42 uccisi e i83 feriti nella giornata di ieri.
Dall’alba di oggi, secondo rapporti giornalistici, sono stati uccisi nei bombardamenti arei e con l’artiglieria 21 civili; tutti a Rafah, dove è iniziata l’avanzata di terra. Molte famiglie intrappolate nelle case hanno lanciato appelli alle organizzazioni umanitarie per salvarle.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Se questo è un uomo.
Situazione umanitaria a Gaza
I panifici a Gaza hanno chiuso i battenti per mancanza dei carburanti e della materia prima, la farina. L’ONU lancia l’allarme e accusa Israele di usare la fame come arma di guerra. Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, infatti, ha annunciato la chiusura immediata di tutti i suoi panifici nella Striscia di Gaza, mentre entra nel secondo mese il blocco israeliano sull’ingresso a Gaza di cibo, carburante e medicine. Due milioni di palestinesi sono a rischio fame.
Il PAM ha confermato di aver già distribuito tutte le razioni alimentari disponibili e che non ci sono più riserve. L’Onu ha definito ridicole le dichiarazioni israeliane sulla presenza di scorte di cibo sufficienti a Gaza: “è uso della fame come arma da guerra ed è un crimine”, ha detto il portavoce del segretario generale.
Una storia palestinese
Reem Hossam Al-Bala è una ragazza di 16 anni di Beit Lahia, nel nord di Gaza. Giovedì 27 marzo era seduta a casa sua con altri 12 familiari. Un missile lanciato da un caccia israeliano ha fatto crollare la casa sulle loro teste. I soccorritori con mezzi rudimentali hanno tentato di salvare le vittime del bombardamento, ma nessuno è stato recuperato. Dopo 4 giorni, Reem è riuscita ad uscire da sotto le macerie, occhi sanguinanti e il corpo coperto di polvere. Ha raccontato: “Non vedevo nulla, strisciavo sotto i massi e spostavo a caso le pietre, non ho mangiato né bevuto nulla per tutto il tempo. Ad un certo punto ho visto un raggio di luce e stremata sono riuscita a uscire all’aria aperta”.
Reem è l’unica superstite della famiglia. La maggior parte dei defunti sono ancora sotto le macerie. “la nostra casa trasformata in cimitero. È la civiltà israeliana”.
Giornalisti nel mirino
Un altro giornalista è stato assassinato a Gaza. Mohammed Al-Bardawil è stato ucciso da un missile lanciato da un drone a Khan Younis. L’appartamento di Al-Bardawil è stato colpito, uccidendo lui, la moglie e i figli e causando il ferimento di decine di altre persone. L’attacco mirato è chiaramente un’azione predeterminata con l’obiettivo di zittire una voce che informava sulle atrocità e i crimini dei soldati israeliani. Il giornalista lavorava per l’emittente e agenzia stampa Al-Aqsa. È salito così a 209 il numero dei giornalisti e operatori dei media palestinesi uccisi dall’inizio dell’offensiva israeliana.
Cisgiordania
Centinaia di coloni ebrei israeliani mascherati hanno compiuto nuovi attacchi contro il villaggio palestinese di Duma, nel nord della Cisgiordania. Sono entrati nel villaggio attaccando le case dei civili e appiccando il fuoco ad alcune abitazioni e auto.
Libano
Un altro attacco missilistico israeliano su Beirut, Un missile è stato sganciato contro un palazzo di 10 piani, causando l’uccisione di 4 persone e il ferimento di altre 7. Il vertice politico libanese si trova di fronte ad un’escalation delle violazioni israeliane della tregua firmata lo scorso 27 novembre, senza avere la capacità di deterrenza. I garanti dell’accordo, USA e Francia, sono amici di Israele e non hanno mosso un dito per bloccare l’arroganza della nuova Germania mediorientale.
Siria
La Turchia si sta muovendo per prendere il controllo della base militare siriana Tiyas, conosciuta come T4, che si trova vicino a Tadmour (Palmyra), nel centro del paese. Ankara intende provveder a garantire una difesa aerea al nuovo governo siriano, che al momento ne è sprovvisto e avanza obiettivi per combattere Daiesh e aprire la porta al ritiro delle truppe Usa. Propaganda di illusionismo puro, perché la Turchia di Erdogan è stata sponsor dei jihadisti in funzione anti curda.
Il territorio siriano sarà così spartito dalle potenze regionali, Israele e Turchia, che si contendono il controllo politico e militare, ma senza scontrarsi frontalmente.
Yemen
Attacchi aerei degli Stati Uniti hanno colpito lo Yemen controllato dagli Houthi. Sono stati uccisi quattro persone vicino alla città portuale di Hodeida sul Mar Rosso. L’amministrazione Trump ha avviato un’intensa campagna di attacchi aerei che ha preso di mira tutte le città del paese, causando oltre 65 vittime. La campagna militare statunitense continua senza interruzioni da oltre due settimane con oltre 200 raids arei e missilistici. È chiaramente rivolta a minacciare l’Iran, con il quale la Casa bianca ha aperto una sfida sul nucleare, con minacce di guerra aperta se non si mettesse al tavolo delle trattative.
Gli Stati Uniti hanno aumentato a due il numero di portaerei dispiegate in Medio Oriente, mantenendone una già presente, la Harry S. Truman, e inviandone un’altra dall’Indo-Pacifico, la Carl Vinson.
Algeria
L’esercito algerino ha comunicato di aver abbattuto un drone penetrato nello spazio aereo nazionale per oltre due km nella zona di Ain Guezzam, al confine con il Niger e il Mali (clicca). Il drone era del tipo di spionaggio armato, dotato di videocamera e con in dotazione una carica esplosiva telecomandata. Non vengono chiariti i contorni dell’operazione di spionaggio. La zona del triangolo di confine tra i tre paesi è un’area di contrabbando e infiltrazioni di milizie armate e jihadisti.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire. Stiamo traducendo l’appello in italiano, su richiesta di molti lettori.
Solidarietà
Sono 16 le adozioni di un/a bambino/a di Gaza in un mese. Molte anche le quote una tantum per i pasti caldi alla famiglia di un bambino orfano. Un risultato eccellente. Grazie a voi, cari lettori di Anbamed, adesso siamo in grado di trasferire le somme raccolte al conto corrente dell’associazione delle donne di sinistra di Gaza, Al-Najdah (Soccorso sociale). Il totale delle donazioni ricevute in un mese, dal 3 al 31 marzo 2025, è di 8.050 euro.
Ve daremo conto documentale del trasferimento bancario, appena le operazioni saranno andate a termine.
Ci sono arrivati in banca i contributi per adozioni, ma non abbiamo ricevuto comunicazioni dagli affidatari, che non riusciamo a contattare. Preghiamo i donatori di scriverci per avvisarci e fornirci i loro contatti email e telefonici, per semplificare le comunicazioni.
Ci arrivano ancora diverse proposte di gruppi di amici che si mettono insieme, per raccogliere i fondi necessari per coprire la spesa di un anno: 600 euro.
Tutti i giorni arrivano altri messaggi di lettori di Anbamed esprimendo interesse al progetto e richieste di approfondimento. “Ore Felici per i Bambini di Gaza, adozioni a distanza e pasti caldi” è la cosa giusta.
Il sito IdeeInFormazione ha pubblicato in Homepage il nostro appello alle adozioni a distanza per i bambini/e di Gaza. Guarda!
Il direttivo di ACM ha deciso di donare agli affidatari due libri, pubblicati per promuovere l’attività di sostegno ai bambini/e: “Artisti per Gaza” (un catalogo di opere d’arte) e “Al di là di sé. Le opere di Vincenzo Dazzi per i bambini di Gaza” – Mesogea editore (catalogo e raccolta di scritti).
Mandateci gli indirizzi postali. Grazie!
Anbamed e Associazione Culturale Mediterraneo hanno lanciato un appello per il finanziamento di un progetto di adozioni a distanza di bambini e bambine palestinesi. Un’iniziativa realizzata con l’associazione di donne di sinistra, Al-Najdah (Soccorso sociale). clicca
Continuano ad arrivare richieste di informazioni più dettagliate, alle quali oltre al messaggio diretto, risponderemo anche con un articolo specifico pubblico.
Per partecipare al progetto: clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, un mese e 8 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Il piano di pace Usa è un bluff. Lavrov dice che sono necessari nuovi incontri bilaterali tra il Cremlino e la Casa Bianca.
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Dal 2 febbraio 2023, infatti, l’associazione “Anbamed, aps per la Multiculturalità” è registrata nel RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) nell’elenco delle associazioni di promozione sociale. Questo significa che tutte le donazioni versate sui conti correnti di Anbamed saranno deducibili dalle tasse dei donatori nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo) e si potrà destinare il 5 per mille (sempre nella dichiarazione dei redditi).
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