Per ascoltare l’audio di oggi, 03 aprile 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/092 (1694)

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A marzo c’è stato un ritorno alla normalità delle donazioni. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 12. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 736 (+ 181,00 € rispetto al precedente mese di febbraio).

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Le indicazioni per farlo agevolmente sono presenti nel sito e nella newsletter.

Le notizie:

Genocidio a Gaza

Deportazione di massa della popolazione di Rafah. L’esercito israeliano ha esteso le sue operazioni di terra invadendo la maggior parte della città, costringendo decine di migliaia di civili a sfollare. Un esodo continuo in condizioni disumane, su e giù per il piccolo fazzoletto di terra.

Il piano di Netanyahu e del suo nuovo capo di stato maggiore è la deportazione della popolazione dal nord e dal sud della Striscia e concentrarla nella zona costiera di Al-Mawassi. Un preludio alla loro cacciata verso il territorio egiziano.

Il rapporto giornaliero del ministero della sanità ci informa di 24 corpi di uccisi e 55 feriti sono stati consegnati agli ospedali, nella sola giornata di ieri.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Se questo è un uomo.

Situazione umanitaria a Gaza

Da un mese esatto Israele impone un blocco totale sulla Striscia di Gaza, impedendo l’ingresso di cibo, medicine e carburanti.

L’ONG “Medici senza frontiere” ha avvisato che la mancanza di medicine sta causando la morte di feriti e malati, che si potevano salvare. L’Ong ha invitato Israele a “porre fine immediatamente alle punizioni collettive contro i palestinesi e a porre fine all’assedio disumano di Gaza” e ha sollecitato che Israele si impegni per “le proprie responsabilità come potenza occupante per facilitare un ampio accesso umanitario”.

ONU

L’Algeria ha chiesto la convocazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per discutere della situazione a Gaza. “L’esecuzione dei 15 soccorritori a Rafah e l’uso della fame come arma da guerra – si legge nella richiesta dii convocazione algerina – sono sviluppi gravi che non possono passare in silenzio”. La riunione sarà svolta oggi ora di New York.

Il Consiglio per i diritti umani dell’ONU, con sede a Ginevra, ha condannato Israele per la ripresa dell’offensiva militare in violazione della tregua e per il blocco degli aiuti umanitari, che si configura come uso della come arma da guerra. Israele deve assumersi le sue responsabilità nell’impedire un genocidio a Gaza.

La risoluzione condanna “l’uso della fame imposta ai civili come mezzo di guerra” e invita tutti i paesi a “adottare misure immediate per impedire il continuo sfollamento forzato dei palestinesi nella Striscia di Gaza o la loro deportazione fuori di essa”. La risoluzione esprime anche “profonda preoccupazione per le dichiarazioni dei politici e funzionari israeliani che equivalgono a incitamento al genocidio” e sollecita Israele ad “assumersi la propria responsabilità legale per prevenire il genocidio”.

La risoluzione emessa mercoledì invita i paesi a bloccare le forniture a Israele di attrezzature militari, e invita anche il comitato d’inchiesta formato per esaminare le violazioni commesse durante la guerra, ad ampliare l’ambito delle sue indagini per includere “il trasferimento o la vendita di armi, munizioni, pezzi di ricambio, componenti e materiali a duplice uso, direttamente e indirettamente a Israele”. La risoluzione è stata approvata con 27 voti a favore e 4 contrari (Germania, Repubblica Ceca, Etiopia e Macedonia del nord).

Questa notizia non la leggerete sulla stampa scorta mediatica di Israele.

Trattative

Israele cambia le carte in tavola. Il giorno dopo la violazione del cessate il fuoco ha presentato ai mediatori nuove richieste, che non riguardavano più il numero degli ostaggi da rilasciare, ma il disarmo di Hamas e il continuo controllo militare dell’esercito israeliano della Striscia di Gaza. Il numero alto delle vittime degli attacchi del 18 marzo serviva per imprimere uno shock nei dirigenti di Hamas e costringerli alla resa. La stampa del Cairo avanza l’ipotesi che Netanyahu ha usato le trattative per coprire i suoi piani di rioccupazione di Gaza e la deportazione della sua popolazione, fregandosene della sorte degli ostaggi israeliani.

Ieri è arrivata la risposta di Hamas: “irricevibile. Netanyahu ha sbagliato calcolo. Non otterrà con l’inganno ciò che non è riuscito a raggiungere in campo di battaglia. Non accettiamo meno del ritiro dell’esercito israeliano e il diritto alla resistenza è una linea rossa”.

Cisgiordania

L’offensiva militare israeliana in Cisgiordania si è concentrata ieri su Nablus. È stata invasa la città vecchia, il centro pulsante dell’economia, distruggendo esercizi commerciali con i bulldozer militari e devastando le infrastrutture e l’asfalto delle strade. Un uomo di 33 anni, Hamza Khammash, è stato assassinato a sangue freddo sparandogli a bruciapelo davanti a casa sua. È stato bloccato l’arrivo dell’ambulanza fino al suo decesso. Sempre a Nablus, un altro palestinese è stato investito deliberatamente da un veicolo militare e adesso versa in gravi condizioni in ospedale.  

Per il secondo giorno consecutivo, centinaia di coloni ebrei hanno assaltato la cittadina di Duma, devastando case e incendiando auto.  

Libano

Un drone israeliano ha colpito una casa prefabbricata a Yaroun, nel sud Libano. Uccisa la famiglia che vi abitava, tornata in zona dopo lo sfollamento e la distruzione della loro casa nei bombardamenti israeliani dello scorso autunno.

Ieri, per la prima volta dagli anni Settanta, un aereo di ricognizione dell’esercito libanese ha sorvolato una vasta area del Libano meridionale, per individuare i punti di lancio dei razzi contro il territorio israeliano.

Siria

I bombardamenti israeliani sono diventati una routine quotidiana. Ieri è stata colpita la capitale Damasco, la provincia di Homs e Aleppo. La nuova Germania del Medio Oriente vuole imporre il suo dominio sulla regione e sottomettere il governo siriano. Oltre a sfidare la potenza rivale, la Turchia. Uno degli obiettivi colpiti è la base T4 vicino a Tadmour (Palmira). Sulla capitale sono stati effettuati 10 raids e ci sono morti e feriti tra i civili.

Yemen

Dal 15 marzo sono continuati tutti i giorni gli attacchi aerei e con missili balistici sullo Yemen. Tra gli obiettivi colpiti vi sono stati un progetto idrico a Hodeida e un panificio a Sanaa. Le milizie Houthi sostengono di aver abbattuto un drone statunitense del tipo MQ9 con un razzo artigianale di fabbricazione locale.

Sud Sudan-Etiopia

L’associazione “Medici senza frontiere” ha informato della grave situazione umanitaria al confine tra Sud Sudan e Etiopia. La continua fuga della popolazione a causa degli scontri tra milizie sta favorendo la diffusione del colera. Il capo missione dott. Zakaria Moattia ha detto che i centri allestiti nella provincia dell’Alto Nilo hanno curato mille contagiati nel mese di marzo. La malattia si è diffusa anche nei campi profughi oltre confine, in Etiopia.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya 

Nuove rivelazioni sulle torture subite dal medico palestinese preso ostaggio dall’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024. L’avvocata Gheed Audeh ha raccontato in un’intervista dopo averlo visitato alla fine di marzo, che Abu Safiya nel campo di concentramento di Sdi Tieman ha subìto interrogatori di 11 ore consecutive, con botte e maltrattamenti. È stato colpito sull’occhio e sono state rotte tre costole. Poi è stato trasferito nel carcere di Ofer, dove è stato recluso in isolamento in una cella di 1 metro x 1 metro. (clicca per ascoltare l’intervista in arabo con sottotitoli in inglese).

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire. Stiamo traducendo l’appello in italiano, su richiesta di molti lettori.

Solidarietà

Tutti i giorni arrivano nuove adesioni. In un mese, sono 17 le adozioni di un/a bambino/a di Gaza. Molte anche le quote una tantum per i pasti caldi alle famiglie con bambini/e orfani/e. Un risultato eccellente. Grazie a voi, cari lettori di Anbamed, adesso siamo in grado di trasferire le somme raccolte al conto corrente dell’associazione delle donne di sinistra di Gaza, Al-Najdah (Soccorso sociale). Il totale delle donazioni ricevute in un mese, dal 3 al 31 marzo 2025, è di 8.050 euro.

Vi daremo conto documentale del trasferimento bancario, appena le operazioni saranno andate a termine.

Ci sono arrivati in banca i contributi per adozioni, ma non abbiamo ricevuto comunicazioni dagli affidatari, che non riusciamo a contattare. Preghiamo i donatori di scriverci per avvisarci e fornirci i loro contatti email e telefonici, per semplificare le comunicazioni.

Ci arrivano ancora diverse proposte di gruppi di amici che si mettono insieme, per raccogliere i fondi necessari per coprire la spesa di un anno: 600 euro.

Tutti i giorni arrivano altri messaggi di lettori di Anbamed esprimendo interesse al progetto e richieste di approfondimento. “Ore Felici per i Bambini di Gaza, adozioni a distanza e pasti caldi” è la cosa giusta. 

Il sito IdeeInFormazione ha pubblicato in Homepage il nostro appello alle adozioni a distanza per i bambini/e di Gaza. Guarda!

Il direttivo di ACM ha deciso di donare agli affidatari due libri, pubblicati per promuovere l’attività di sostegno ai bambini/e: “Artisti per Gaza” (un catalogo di opere d’arte) e “Al di là di sé. Le opere di Vincenzo Dazzi per i bambini di Gaza” – Mesogea editore (catalogo e raccolta di scritti).

Mandateci gli indirizzi postali. Grazie!

Anbamed e Associazione Culturale Mediterraneo hanno lanciato un appello per il finanziamento di un progetto di adozioni a distanza di bambini e bambine palestinesi. Un’iniziativa realizzata con l’associazione di donne di sinistra, Al-Najdah (Soccorso sociale). clicca

Continuano ad arrivare richieste di informazioni più dettagliate, alle quali oltre al messaggio diretto, risponderemo anche con un articolo specifico pubblico.

Per partecipare al progetto: clicca

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, un mese e 9 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Il Cremlino accusa: «Putin aperto ai colloqui di pace, Kiev li rifiuta». Zelensky annuncia: “venerdì primo incontro delle squadre militari dei Paesi volenterosi”.

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